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5h 28m
Attualmente non in commercio
Editore: Exòrma
Anno: 2026
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 164 Pagine
Isbn 13: 9788831461825
Per chi ha sudato su versioni e ablativi assoluti: il latino esce dal banco di scuola e torna a vivere tra aneddoti, umorismo, epigrafi di Pompei ed etimologie sorprendenti. Hai odiato il latino… e un po’ lo rimpiangi? Questo libro parla proprio a chi l’ha studiato al liceo e ora vuole ritrovarlo senza vocabolario in mano. Tra un motto di Cicerone, una maldicenza su Augusto e una parolaccia graffita sui muri di Pompei, la lingua “morta” si mostra per quello che è sempre stata: concreta, arguta, spassosa. L’autrice guida il lettore attraverso storie di corvi parlanti, candidati rovinati da una battuta infelice, senatori alle prese con sottigliezze grammaticali, fino al geniale Testamentum Porcelli, un testamento goliardico redatto da un maiale destinato alla pentola. In mezzo scorrono iscrizioni funerarie commoventi, carmina goliardici medievali, il misterioso quadrato magico SATOR, giochi di parole e indovinelli che allenavano le menti già ai Saturnali. Chi ha amato (o odiato) le versioni ritroverà qui il latino dal lato migliore: quello che spiega perché diciamo “lavabo”, da dove spunta “ciao”, come mai “cattivo” nasce da captivus, che cosa c’entra l’epigrafia con la nostra vita quotidiana. Un saggio brillante e leggero, perfetto per riscoprire, con un sorriso, quanto del tuo vecchio latino continui a parlare dentro l’italiano di ogni giorno.
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