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Il mondo che sarà (1)

Il futuro dopo il virus

AA. VV.

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Editore: Gedi - Div. Repubblica

Anno: 2020

Lingua: Italiano

Rilegatura: Flessibile

Pagine: 200 Pagine

"La storia in costruzione - il tempo presente, quello in cui viviamo noi - è piena di incertezze, di alternative e di biforcazioni, dove bisogna imboccare delle strade nuove senza sapere cosa c'è dietro la curva". Così scrive Federico Rampini nella prefazione a Il mondo che sarà, il volume uscito in edicola con Repubblica. Parole adatte per spiegare l'incertezza che domina questo momento storico e per motivare la necessità di continuare a immaginare il futuro.
Ed è questo ciò che i lettori troveranno nel libro, che raccoglie il meglio delle interviste e delle analisi comparse sul nostro quotidiano. Non solo gli scrittori italiani più prestigiosi, da Roberto Saviano ad Alessandro Baricco, da Paolo Rumiz a Concita De Gregorio, ma scienziati, storici, autori internazionali che ci hanno offerto la loro prospettiva sulla società, sulla scienza, sul mondo delle idee al tempo della pandemia. C'è la visione degli economisti: dal premio Nobel Joseph Stiglitz, che si interroga sull'acuirsi delle diseguaglianze e sul ruolo dello Stato, a Janet Currie e a Jeremy Rifkin, secondo il quale la crisi attuale può essere l'occasione per ripensare lo sviluppo, riducendo sprechi e inquinamento.
L'autore del bestseller Spillover, David Quammen, offre ai lettori la sua conoscenza delle dinamiche dei virus; Nassim Taleb, sulla scorta della nozione di Antifragile da lui elaborata, suggerisce gli atteggiamenti da tenere per minimizzare i rischi di questa congiuntura, mentre secondo lo storico Noah Yuval Harari la chiave sta nel rifiutare la tentazione isolazionista, cercando invece un atteggiamento di solidarietà che rifondi la globalizzazione. Shoshana Zuboff indaga la relazione tra privacy, sicurezza e salute collettiva.
Nel volume c'è spazio anche per le riflessioni del filosofo Jürgen Habermas, che insiste sulla necessità di un'Europa unita, e per quelle della scrittrice premio Nobel Olga Tokarczuk. E non mancano le parole di papa Francesco, per continuare a sperare e a credere nel domani.

 

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