Tempo di lettura:
3h 4m
Editore: Castelvecchi
Anno: 2026
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 92 Pagine
Isbn 13: 9791256147571
Nel 1864 il rabbino livornese Elia Benamozegh scriveva in francese questo breve testo per rivendicare il legame profondo tra il filosofo Baruch Spinoza, scomunicato dalla sinagoga portoghese di Amsterdam nel 1656, e la tradizione mistica dell’ebraismo, la Qabbalah, che il rabbino riteneva antichissima e matrice dello stesso cristianesimo. Più di Maimonide e ancor più del razionalista Cartesio, è la mistica ebraica – sostiene il rabbino – la chiave per comprendere davvero Spinoza. Ma cosa hanno in comune Benamozegh e l’autore dell’Etica e del Trattato teologico-politico? Ebrei sefarditi, appassionati di filosofia e aperti ai dibattiti scientifici a loro contemporanei, entrambi “dialogano” con la teologia cristiana. In questa originale lettura di Spinoza Benamozegh, nel solco del “dibattito sul panteismo” avviato nella Germania romantica d’inizio Ottocento, ci riporta al cuore della tradizione esoterica del giudaismo del XVII secolo, che tanto affascinò filosofi come Hobbes, Leibniz e Schelling.
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