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La lunga marcia (11)

Stephen King

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Horror

Editore: Sperling & Kupfer

Anno: 2013

Lingua: Italiano

Rilegatura: Brossura

Pagine: 284 Pagine

Isbn 10: 886836123X

Isbn 13: 9788868361235

Dai confini con il Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore.., e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà  il Premio. Tra i partecipanti, fra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà  e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada.

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Spacedone

Nonostante tratti di una marcia ininterrotta e i personaggi siano quindi in continuo movimento, questo romanzo di King appare piuttosto statico a livello di azione. Non succede nulla all'interno del racconto. Non ci sono avvenimenti diversi da quelli annunciati nella premessa: i ragazzi protagonisti devono marciare, altrimenti verranno uccisi da dei soldati armati. E tuttavia la narrazione è molto coinvolgente e scorrevole. I dialoghi fra i protagonisti sono molto reali e cinici, a volte anche disturbanti, così come le descrizioni, crude e scioccanti, soprattutto quelle delle morti. La storia invece è per certi versi assurda e il contesto in cui si sviluppa non è per niente dettagliato. Ogni anno 100 ragazzi sotto i 18 anni vengono selezionati per partecipare a questa marcia "della morte" dove alla fine rimarrà solo un vincitore. E' una realtà distopica - a cui l'autrice di Hunger Games si è presumibilmente ispirata - di cui però non ci viene rivelato nessun particolare. Chi è il Maggiore responsabile dell'organizzazione della Marcia? Perchè ha creato una competizione del genere? E perchè il governo ha permesso una barbarie simile? Perchè dei ragazzi giovani scelgono volontariamente di sottoporsi a questa prova suicida? Queste domande rimangono senza risposta e forse volutamente. Questo racconto King, che ha scritto questo romanzo sotto pseudonimo, appare come una sorta di opera di denuncia della spettacolarizzazione della morte e dell'indifferenza e della solitudine della società americana. La descrizione di una marcia che attraversa i territori statunitensi diventa uno strumento narrativo perfetto per questo scopo. Il finale è aperto e lascia al lettore più domande che risposte. 

NoraJ

scioccante, cinico...una storia che fa riflettere.

Stefi

A volte penso che Stephen King sia colui che tutto inventò. Negli anni '70 scrisse sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, questa storia di lacrime e sangue da cui forse la scrittrice di Hunger Games ha preso spunto. È solo una mia ipotesi, ma durante la lettura ci ho pensato spesso. Cento ragazzi sotto i 18 anni prendono parte ad una gara chiamata La Lunga Marcia. Cinque giorni di cammino dal Maine al Massachussetts durante i quali i concorrenti hanno a disposizione borracce di acqua e cibo concentrato da poter mangiare in piedi, senza mai fermarsi. È questo infatti il modo per vincere il Premio: marciare fino a quando tutti gli altri concorrenti non soccombano al dolore, alla fatica e alla pazzia per soddisfare la spietata e macabra sete di spettacolo della curiosa Folla, la reale antagonista di questa storia, affamata di morte e orrore. Mai sopravvalutare come e quanto le persone possano vendersi e lasciarsi influenzare.

Coinvolgente, crudele, dettagliato e alienante, letto avidamente in questi torridi giorni di luglio.

L'erbaccia

Ogni pagina trasuda una sola parola: sopravvivenza. Nonostante tutto, nonostante tutti. 

Una lettura piena di ansie, molto cruda e violenta, come solo il Re sa fare 👑

Quattro stelle perché non rientra tra i miei super preferiti! 

teachelini

Un libro dai toni bassi. Non succede niente per tutta la narrazione ma allo stesso tempo succede tutto. Ti lascia un senso di ansia e di sfinimento che solo un autore com King poteva fare.

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