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(Flavia de Luce, #3)
Alan Bradley2 (2 voti) Vota
Editore: Sellerio
Anno: 2013
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 440 Pagine
Isbn 10: 8838930163
Isbn 13: 9788838930164
Per Flavia de Luce, undicenne avventurosa, due fronti sono sempre aperti. L’uno: la resistenza attiva contro gli scherzi feroci delle sorelle maggiori, la colta Daphne e la frivola Ophelia, così diverse ma così solidali nel tormento alla sorellina. L’altro: l’investigazione degli strani casi del villaggio inglese di Bishop’s Lacey, dove sorge tra i cottage aggraziati la sua antica magione. Flavia è infatti di famiglia nobile, eccentrica come si deve e naturalmente squattrinata. La cosa più preziosa che ha ereditato da un avo è la passione fruttuosa per la chimica, che fa il paio, per affinità di metodo, con la vocazione investigativa.
Durante la fiera nel prato della parrocchia, ha la curiosità di consultare una veggente, alla quale giunge visione di Harriet de Luce, la madre morta in una escursione in montagna quando Flavia era bambina. Poco dopo, la zingara è aggredita nel suo carrozzone e ridotta in fin di vita. Il minaccioso episodio, sommato all’impossibile apparizione, sollecitano la piccola investigatrice. Qualcosa si è smosso, forse nei misteri del passato, forse in quelli del presente: stavolta è un cadavere vero che la ragazzina scopre, appeso, come un segno voluto, al tridente del Poseidone di una fontana nella sua tenuta, e con una posata dell’argenteria di casa infilzata nel naso. Impossibile non credere che sia un segnale mirato alla sua famiglia.
Le storie dell’incantevole Flavia, a metà tra il romanzo d’avventura e il giallo deduttivo, formano una serie di grande successo che possiede l’instancabile nutrimento dei colpi di scena continui, del brivido a ogni passo, della giocosità che prorompe dallo sfondo più tenebroso, proprio dei classici della letteratura per ragazzi. Il brio spumeggiante del libro che non può che avvincere a ogni paragrafo. Ma l’intreccio complesso e conseguente, lo spessore psicologico dei personaggi, la specificità dell’ambientazione appartengono alla letteratura universale.
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Recensioni
Palica
Fa sempre un certo effetto tornare a Buchsaw, la tenuta dei De Luce, e riprendere gli eventi da dove si era rimasti.
Sì perché ad un’anno dall’aver letto il secondo capitolo, per Flavia De Luce sono passate … Settimane? Mesi?
Buchsaw si riconferma una calamita per gli omicidi e la nostra eroina scorrazza per la tenuta e i terreni limitrofi, ficcanasa spudoratamente, indaga, le vengono le più spettacolari intuizioni, e puntualmente, si mette in serio pericolo.
Again, trovo che il primo libro sia finora il più riuscito e originale. Tuttavia, questo capitolo merita: il successo, per me, deriva dal fatto che il mistero degli omicidi, torna ad ammantare la famiglia di Flavia e la sua storia, rendendo la tenuta (e i suoi abitanti) co-protagonisti oltre a porre l’accento sulla passione n1 di Flavia, ovvero il suo laboratorio e i suoi alambicchi.
Nella saga di Alan Bradley, dunque, ci sono dei pattern ricorrenti che rendono più o meno avvincenti le avventure della protagonista;
e capitolo dopo capito, piano piano, la vediamo crescere spavalda e arguta … vedremo dove ci porterà l’autore :’-)
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