Tempo di lettura:
12h 48m

1 utente lo scambia |

Trilogia della città di K (43)

Agota Kristof

4.2 (59 voti) Vota

Antologie: generale

Editore: Einaudi

Anno: 2014

Lingua: Italiano

Rilegatura: Non inserito

Pagine: 384 Pagine

Isbn 10: 8806219308

Isbn 13: 9788806219307

Quando "Il grande quaderno" apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la "Trilogia della città di K" ritrae un'epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.

Dello stesso autore

Recensioni

5
31
4
17
3
7
2
0
1
1

ppppola

**spoiler alert** La prima parte, Il grande quaderno, è narrata in prima persona plurale secondo il punto di vista dei due fratelli gemelli, che raccontano la loro infanzia passata nella città di K., una città fittizia ma che sembra ricordare una città di una nazione dell'est Europa che, al tempo dei fatti, era in guerra. La madre dei due gemelli, per colpa della guerra, li affida alla nonna che è una donna avida e rude. I due gemelli crescono, sono intelligenti oltre misura, passano le giornate a tagliare legna, pescare, badare all'orto e agli animali. Studiano da soli, imparano varie lingue e a suonare, a cantare e a resistere al freddo, alla fame e al dolore, attraverso esercitazioni a cui decidono di autosottoporsi (picchiarsi e insultarsi a vicenda per sopportare dolore e umiliazione, digiunare per resistere alla fame). Annotano tutto quello che accade, creando così il Grande Quaderno del titolo.
Quando la madre torna a prenderli muore per l'esplosione di una mina proprio nel giardino di casa loro. I due, che non volevano saperne di seguirla, ne seppelliscono il cadavere senza lacrime né turbamento. La prima parte finisce con la comparsa del padre dei gemelli che chiede loro di aiutarlo ad attraversare la frontiera. I gemelli gli indicano la strada mandandolo per primo, lui muore su una mina e uno dei due gemelli può, seguendo le orme del padre, attraversare indenne la frontiera. I due gemelli si dividono.

Inizia così il capitolo La prova, che narra, in terza persona, la storia del gemello rimasto nella città di K., che ora ha anche un nome: Lucas. Il ragazzo viene da tutti trattato come un matto, poiché non si capisce se il gemello che a lui manca come l'aria è veramente esistito o è frutto della sua immaginazione. Nella casa dove ha vissuto la sua infanzia Lucas incontra Yasmine e Mathias, neonato, figlio menomato di una relazione incestuosa tra Yasmine e il padre. Lucas si prende cura dei due, e anche quando la madre abbandona Mathias, lui lo accudirà come un figlio, fino a che il bimbo stesso non deciderà di impiccarsi, avendo scoperto Lucas osservare un bambino che gli ricordava il fratello scomparso. L'ultima parte vede narrata la storia di Claus, che fa ritorno nella città di K., dove però nessuno sembra ricordarsi di lui: non esistono prove della sua infanzia lì, neppure le autorità crederanno alla sua storia, e difatti Claus non è altro che Lucas. Lucas non ha mai vissuto con Yasmine e suo figlio e neppure dalla madre della madre, in compagnia del fratello.

I due fratelli, infatti, vivevano con i genitori, quando un giorno la madre, venuta a conoscenza del tradimento del padre con un'altra donna, lo uccide a colpi di pistola e disgraziatamente una pallottola colpisce anche Lucas, non uccidendolo ma ferendolo gravemente e rendendolo claudicante. La madre viene rinchiusa in un manicomio e Lucas viene trasferito in un centro per bambini paraplegici; in seguito a un bombardamento verrà spostato a casa di una contadina di un vicino villaggio, che imparerà a chiamare nonna. Per superare il trauma, il bambino si immagina costantemente con il fratello gemello, finché alla fine della guerra non riesce a lasciar andare questa allucinazione. Anche la storia della sua vita, e le persone da lui incontrate, non sono altro che storie di vite immaginarie da lui narrate in un grande quaderno.

L'altro gemello, il cui vero nome è Klaus, è l'unico uscito indenne dalla tragedia familiare che lui chiamerà per tutto il racconto “la cosa”. Viene accudito dall'amante del padre Antonia, che lo cresce insieme alla sorellastra Sarah, l'unica donna che mai amerà. Per sette anni vivono insieme fino a che Klaus non scopre che la madre è stata dimessa dal manicomio ed è tornata a casa. Si sente in dovere di accudirla e così farà per gli anni a seguire, anche se la donna non fa altro che disprezzarlo e screditarlo, paragonandolo sempre a una versione idealizzata di Lucas.

L'ultima parte del libro vede l'arrivo di Lucas/Claus nella città della loro infanzia per trovare suo fratello gemello. Klaus riconosce subito suo fratello Lucas ma non vuole in alcun modo che la madre lo scopra e fa finta che suo fratello sia morto, allontanando così Lucas da casa sua. Lucas dopo aver incontrato Klaus si suicida e chiede di essere sepolto accanto ai genitori che il fratello gli fa credere morti. Klaus lo seppellisce vicino al padre morto e progetta a sua volta di suicidarsi non appena morirà anche la madre. 

Allison's

Un libro straziante.

MATILDA_

Rientro nella fascia di persone che non hanno capito (apprezzato?) questo libro. A distanza di tempo però mi trovo a ripensarci.

ValeMusto

Strepitoso, a tratti inquietante con un finale col botto.

La biblioteca di Marghe

La seconda guerra mondiale imperversa nelle vie di una piccola cittadina del nord Europa, due gemelli di 5 anni Klaus e Lucas stanno scappando con la loro mamma che li porta in una vecchia casa ai confini della cittadina, la casa che scopriranno essere della loro nonna, una vecchia contadina che tutti in paese chiamano “la strega” e che non avevano mai visto prima. La nonna li fa lavorare tutto il giorno all’orto, alla cura del bestiame, i suoi “figli di cagna” così li chiama, imparano presto cosa significa guadagnarsi il pane con il sudore della fronte e crescono con dei valori totalmente distorti e senza amici. L’unica valvola di sfogo è il loro grande quaderno dove scrivono e scrivono tutto ciò che gli accade, i loro pensieri, i loro desideri che tengono nascosti a tutti. Arriverà un giorno però nel quale i due, che sono sempre stati un tutt’uno, si separeranno per vivere ognuno la propria vita per poi ritrovarsi dopo moltissimi anni totalmente diversi e quasi estranei con ormai un unico punto in comune: la passione per la scrittura diventata un lavoro per uno e un’ossessione per l’altro.

Difficile per me dare un giudizio di questo libro che in realtà è una trilogia di libri scritti a distanza di anni: la scrittura infatti è diversa per ognuno dei tre: il primo indubbiamente non mi è piaciuto nella narrazione molto schematica con una grammatica quasi infantile sicuramente voluta; il secondo ed il terzo sono maggiormente descrittivi e colloquiali ma la storia mi è rimasta poco comprensibile fino quasi alle ultime pagine per poi lasciarmi tutto sommato interdetta. Dó tre stelle perché in fin dei conti lo posso considerare mediocre.

Utente eliminato

Penso che questo sia uno di quei libri da leggere almeno una volta nella vita.

Il libro si divide in 3 parti che presentano ciascuna uno stile di scrittura diverso e sopratutto una parte della vita dei protagonisti diversa. 

La prima di queste è estremamente cruda e disturbante, labbro leporino ha abitato i miei incubi per un bel po' di notti. Ero quasi pronta ad abbandonare la lettura, poi però la curiosità ha prevalso e quindi sono riuscita a concluderla. 

La seconda parte è decisamente meno disturbante e più introspettiva, uno dei due gemelli protagonisti ci viene descritto in tutte le sue sfaccettature, rendendolo così un personaggio altamente interessante.

La terza e ultima parte mi ha lasciato con un senso di confusione e vuoto totale. Non si riesce a capire quale dei due gemelli stia raccontando i fatti e questo ti disorienta tantissimo.

In generale la scrittura mi è piaciuta molto e grazie ai capitoli cortissimi il libro scorre benissimo, sicuramente bisogna trovare il momento giusto per leggere questo libro per poterlo apprezzare e a prescindere dalla crudezza del linguaggio e degli argomenti trattati consiglio vivamente la lettura.

Erikacuoreadelica

Libro che salva dal blocco del lettore, scrittura tagliente che tiene incollata alle pagine!

Utente eliminato

inquietante. mi è piaciuto molto

Altri 294

Autori che ti potrebbero interessare

image image