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7h 12m
«"Le città invisibili" si presenta come una serie di relazioni di viaggio che Marco Polo fa a Kublai Kan imperatore dei Tartari. A questo imperatore melanconico, che ha capito che il suo sterminato potere conta ben poco perché tanto il mondo sta andando in rovina, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili ... Quello che sta a cuore al mio Marco Polo è scoprire le ragioni segrete che hanno portato gli uomini a vivere nelle città, ragioni che potranno valere al di là di tutte le crisi. Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d'un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell'economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi. Il mio libro s'apre e si chiude su immagini di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici.»
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Recensioni
Giulietta5557
Un libro che è capace di far viaggiare in mondi nuovi "città" lontanissime con abitanti bizzarri immersi in situazioni tra le più disparate ed inimmaginabili. attraverso il personaggio di Marco Polo, viaggiatore che narra, veniamo a conoscenza di tutta una serie di luoghi mai esplorati. Città ognuna con le sue caratteristiche e le sue fantasie. (pieno di ispirazioni per le arti visive)
Utente eliminato
Letto come lettura secondaria per la tesi, il libro è stata una bella scoperta. Sono molto affascinata dalla scrittura di Calvino e la geografia di questo libro e le città, che esistono e non esistono allo stesso tempo, offrono un buon spunto per riflettere sul senso del luogo.
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