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Editore: Fanucci Editore
Anno: 2022
Lingua: Italiano
Rilegatura: Rilegato
Pagine: 300 Pagine
Isbn 13: 9788834742921
Metà mietitrice britannica, metà shinigami giapponese, Ren Scarborough ha raccolto anime per le strade di Londra per secoli. Ci si aspetta che obbedisca alla dura gerarchia dei mietitori che la disprezzano, perciò Ren nasconde ogni emozione ed evita i suoi aguzzini come meglio può. Quando perde il controllo delle proprie abilità shinigami lascia Londra e fugge in Giappone per cercare l’accoglienza che non ha mai ricevuto dai suoi compagni mietitori. Seguita dal fratello minore, l’unico a prendersi cura di lei, Ren entra negli inferi giapponesi per servire la dea della Morte... ma scopre che anche qui deve dimostrare di esserne degna. Determinata a guadagnarsi il rispetto, accetta un compito impossibile – trovare ed eliminare tre pericolosi spiriti yokai – e realizza fino a che punto è disposta a spingersi per rivendicare il suo posto al fianco della Morte. Una ragazza collezionista di anime, divisa fra due mondi, cerca il suo destino in questa dilogia dark fantasy ambientata nel Giappone di fine Ottocento.
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Recensioni
Ellen75
La collezionista di anime è una lettura che mi ha inizialmente colpita in modo positivo, soprattutto per il personaggio di Ren e per il suo forte desiderio di affermarsi, di costruire una propria identità e di diventare a tutti gli effetti una shinigami. Il conflitto interiore legato al suo ruolo, al rapporto con la morte e alla ricerca di un posto nel mondo è uno degli aspetti più interessanti del romanzo. Ho apprezzato molto anche l’ambientazione e l’interpretazione della Morte e degli yōkai, ispirate alla cultura giapponese, che donano originalità alla storia. Con l’andare avanti, però, la lettura è diventata sempre più faticosa. Ren, come protagonista, mi è risultata via via quasi insopportabile: la sua testardaggine, l’egoismo e la determinazione a ottenere ciò che vuole a qualsiasi costo finiscono per appesantire la narrazione e rendere difficile empatizzare con lei. Paradossalmente, mi sono sentita molto più coinvolta dal personaggio di Neven, il fratellastro, che ho trovato più umano e interessante rispetto ad altri. Lo stile è altalenante: in alcuni passaggi è scorrevole e coinvolgente, mentre in altri rallenta, soprattutto nelle descrizioni dettagliate delle uccisioni degli yōkai, che a mio avviso risultano eccessivamente insistite e spezzano il ritmo. Nel complesso, è un romanzo con buone idee e spunti affascinanti, ma che non riesce a mantenerli sempre in equilibrio. Una lettura discreta, interessante per temi e atmosfera, che però mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca.