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«Murakami è come un mago che ti spiega cosa sta facendo mentre esegue il trucco ma tu continui a pensare che abbia dei poteri soprannaturali» («The New York Times»). Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, scappa dall’ombra di un’inquietante profezia. Un vecchio che comprende la lingua dei gatti fugge da un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Insieme partono dallo stesso quartiere di Tokyo per raggiungere il sud del Giappone: seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a incrociarsi, si inoltrano nelle nebbie del mistero verso un obiettivo che ignorano ma che rappresenta il compimento del loro destino. «"Kafka sulla spiaggia" sembra scritto in risposta a un imperativo misterioso e categorico, con rigorosa precisione di dettagli eppure al di fuori di ogni logica convenzionale, come obbedendo agli ordini dell’inconscio», scrive il suo traduttore, Giorgio Amitrano. Perché «tutti possono raccontare una storia che assomiglia a un sogno, ma rari sono gli artisti che come Murakami ci danno l’illusione di sognarla» (questo è il «New York Times»). Uno dei romanzi più amati di Murakami Haruki torna in un’edizione speciale con un’introduzione inedita dell’autore e la copertina illustrata da Lorenzo Ceccotti.
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Recensioni
ppppola
**spoiler alert** I capitoli dispari raccontano la storia di Tamura Kafka, un ragazzo quindicenne. Abbandonato dalla madre e dalla sorella all'età di quattro anni, decide di scappare di casa; fugge da una profezia, pronunciatagli dal padre: "ucciderai tuo padre e giacerai con tua madre e tua sorella". Tamura ha un alter ego, il ragazzo chiamato Corvo, il quale comunica spesso con lui telepaticamente. Per scappare, Tamura prende un autobus. A fianco a lui si siede una signorina, Sakura, che cerca di fare conoscenza con lui. Durante una sosta, lei gli lascia il suo numero, da usare in caso di bisogno. Kafka nella sua fuga si dirige verso lo Shikoku, e, incerto sul dove andare, passa le giornate in una biblioteca privata di Takamatsu, la biblioteca Kōmura, dove conosce il bibliotecario Ōshima, un personaggio che, si rivelerà essere fisicamente una donna. Tamura alloggia in un albergo, e una sera, perde coscienza. Si risveglia in un posto ignoto 4 ore dopo, con delle macchie di sangue sulla t-shirt. Istintivamente chiama Sakura, la ragazza incontrata in autobus. Lei lo accoglie a casa sua, e tra i due c'è un momento di intimità. La mattina dopo Tamura si sveglia trovandosi da solo a casa, e decide di andarsene per non essere di peso a Sakura.
Così va in biblioteca e racconta la sua storia ad Ōshima, che propone di dargli ospitalità e un piccolo salario in cambio di aiuto nella biblioteca. La coordinatrice della biblioteca è la signora Saeki, una donna non più giovane ma molto attraente: da giovanissima era stata una cantautrice famosa grazie a una sola canzone, dal titolo "Kafka sulla spiaggia". La canzone era dedicata al suo ragazzo, ucciso perché scambiato per un'altra persona, considerato la sua anima gemella. Tamura se ne innamora e crede di vedere in lei la propria madre. Una sera vede un fantasma entrare nella stanza dove dorme, e riconosce la signora Saeki della sua età. Il fantasma fissa il quadro appeso al muro, raffigurante il suo ragazzo sulla spiaggia, e poi se ne va. Ogni notte questo evento si ripete, e Tamura si innamora, inconsapevole se del fantasma quindicenne o della vera signora Saeki. Una notte la signora Saeki torna in biblioteca, entra nella stanza di Tamura, come il fantasma prima di lei, e ha con lui un rapporto d'amore. Quando entrava in quella stanza, lei tornava metaforicamente quindicenne e trattava Tamura come fosse il suo ragazzo. Ricercato dalla polizia perché sospettato dell'omicidio del padre, Tamura si mette in viaggio con Ōshima verso la baita del fratello.
La notte stessa Tamura si ritrova nell'appartamento di Sakura. Ha con lei un rapporto d'amore, contro il suo volere e contro l'opinione del ragazzo chiamato Corvo. In questo modo infrange la profezia, avendo ucciso il padre e avendo avuto un rapporto sessuale sia con la madre che con la sorella. Arrivato a un certo punto, trova due soldati, ritenuti dispersi anni prima durante una spedizione, che sorvegliano l'"entrata". Decide di passare e dopo diverse ore di cammino arriva in un villaggio situato in una vallata. Gli viene assegnata una casa e lì trova la signora Saeki quindicenne che sbriga le faccende di casa per lui. Il giorno successivo, dopo l'arrivo della signora Saeki quindicenne, entra in casa la vera signora Saeki, che lo invita a uscire immediatamente dalla città tramite l'"entrata" dalla quale è entrato, prima che sia troppo tardi. Titubante, esegue i suoi ordini. Appena uscito dall'"entrata", si dirige verso la baita di Ōshima. Successivamente lo viene a prendere Sada, il fratello di Ōshima, e i due tornano alla biblioteca. Tamura decide che la cosa migliore per lui è tornare a Tokyo e proseguire gli studi. Non prima, però, di aver preso il quadro raffigurante "Kafka sulla spiaggia", lasciatogli nel testamento dalla signora Saeki.
I capitoli pari raccontano la storia di Nakata, un vecchietto rimasto un po' stupido a seguito di un misterioso incidente avuto da bambino: durante una gita di montagna con la scuola nel novembre del 1944, tutti i bambini erano caduti per alcuni minuti in una misteriosa trance; solo Nakata non si era svegliato che due settimane dopo. Successivamente si scopre che la maestra che aveva portato la scolaresca in montagna aveva picchiato Nakata, e lei si ritiene colpevole della sua disabilità. Questo incidente gli ha portato come conseguenza l'incapacità di leggere e scrivere, anche se nel corso della storia si verrà a conoscenza di svariate capacità paranormali di Nakata, come quella di parlare con i gatti e far piovere animali dal cielo. Un giorno, dopo che gli è affidato il compito di cercare la gatta Goma, si imbatte in uno strano personaggio di nome Johnnie Walker, che rapisce i gatti per ucciderli e rubare la loro anima: questi chiede a Nakata di ucciderlo, e in cambio lui la smetterà di torturare i gatti. Nakata, pur mantenendo la sua innocenza, lo uccide.
Successivamente si viene a scoprire che Johnnie Walker è un famoso scultore giapponese, nonché padre di Tamura Kafka. Nakata si consegna subito alla polizia, ma il giovane poliziotto di turno non gli crede. Nakata decide così di andare via dal suo luogo natio, Nakano, andando verso posti a lui sconosciuti, accompagnato dal giovane camionista Hoshino. Nakata non si allontana da Nakano per sfuggire alla polizia, ma perché sente di avere un compito da svolgere: così si ritrova a viaggiare verso lo Shikoku, in cerca di una misteriosa "pietra dell'entrata". Hoshino, grazie all'aiuto del Colonnello Sanders, trova la pietra in un vecchio santuario abbandonato, e la porta all'hotel dove pernottava con Nakata. La sera successiva, mentre Nakata dorme, Hoshino va in giro per la città. Si ritrova in un piccolo bar, e prende un caffè, che risulta essere "buonissimo". Nel bar si sente in sottofondo il Trio dell'Arciduca, di Beethoven, e così Hoshino inizia a chiacchierare con il barista, appassionandosi di musica classica, da lui sempre odiata.
Da quel giorno Hoshino cambia completamente visione della sua vita, ritenendosi un "essere vuoto". I due prendono a noleggio una Mazda Familia per cercare "qualcosa che sa di cercare solo quando lo troverà". Per due giorni girano per le vie della città, finché per colpa di un errore di guida Hoshino si perde. Arrivano casualmente alla biblioteca Kōmura, e Nakata rivela chè è quello il luogo cercato. Aspettano il giorno dopo, martedì, per assistere alla visita guidata tenuta dalla signora Saeki. Quando Nakata la vede, sente un impellente bisogno di parlarle. I due parlano della "pietra dell'entrata", e del fatto che Nakata l'abbia aperta. Saeki rivela che a suo tempo aveva fatto la stessa cosa. Allora consegna dei fogli a Nakata, nei quali la signora Saeki ha scritto tutti gli avvenimenti della sua vita dalla morte del ragazzo, e gli chiede di disfarsene bruciandoli. I due si trovano in sintonia, come se si conoscessero da moltissimi anni; Nakata le prende la mano, e tutti i particolari malvagi nei ricordi scompaiono, lasciandoli innocui e candidi. Allora Saeki chiede a Nakata di andarsene, e si immerge completamente in essi. Quando Ōshima entra nella stanza per assicurarsi che lei stia bene, la trova con la testa poggiata sulla scrivania, morta. Nakata e Hoshino tornano a casa, ma prima di chiudere la "pietra dell'entrata" Nakata non riesce a resistere al sonno e si mette a dormire nel futon.
La mattina dopo Hoshino cerca di svegliarlo e lo trova morto. L'incarico di chiudere l'entrata passa a lui come fosse un'eredità, ma prima di chiuderla deve aspettare un segnale. Il giorno dopo compare Toro, un gatto nero, e i due parlano in "una lingua comune". Toro gli dice che verso la sera un essere, del quale non conosce né forma né dimensione, si dirigerà verso l'"entrata". Il compito di Hoshino è di ucciderlo a tutti i costi. Durante la notte, sente dei rumori nella stanza nella quale si trova Nakata, morto. Hoshino si fa coraggio e decide di entrare, armato di un coltello da cucina e un martello, e vede un essere bianco, sottile e lungo uscire dalla bocca di Nakata. Allora Hoshino cerca di ucciderlo, inutilmente, perché l'essere si rigenera. Avanza inesorabilmente e lentamente verso la pietra dell'entrata, e Hoshino capisce che l'unico modo per impedire all'essere di raggiungere l'"entrata" è chiuderla. Concentra tutte le sue forze e riesce finalmente a ribaltare la pietra, chiudendo l'"entrata". Prende il coltello e fa a pezzi l'essere simile al serpente, assicurandosi che sia morto. Lo chiude in un sacco della spazzatura, e il giorno dopo lo brucia in un falò.
Anche se Tamura e Nakata non si incontrano mai, le loro vicende sono legate in maniera complessa da eventi fantastici e misteriose coincidenze basate sul tema della memoria e dei ricordi; i due si rivelano poi essere la stessa persona. Ciò si evince da diversi episodi: per esempio, la sera dell'omicidio di Johnnie Walker Tamura ha un vuoto di memoria di quattro ore e si risveglia sporco di macchie di sangue. Parallelamente, Nakata uccide lo scultore giapponese con un coltello da cucina. Come diceva la profezia lanciata da lui a Tamura, "ucciderai tuo padre e giacerai con tua madre e tua sorella".
Cristina
Il mio primo e unico Murakami. Non ha fatto per me anche se non lo definirei un brutto libro.
Stefi
"Se le parole non riescono a trovare quel canale visionario che le mette in contatto col lettore, non arrivano a creare poesia." Credo che Murakami abbia riassunto con queste poche parole ciò che tenta di fare con i suoi lettori attraverso i suoi libri. Dopo "Dance dance dance" anche "Kafka sulla spiaggia" ha avuto su di me un effetto ipnotico. È stata una lettura impegnativa, non lo nego, ma estremamente affascinante. Ritengo di essermi un po' persa alla fine ma, ancora una volta Murakami mi ha fatto vivere un'esperienza esaltante.
Utente eliminato
Un libro non per tutti, che porta il lettore in un viaggio onirico, sulla stretta linea di confine tra la realtà ed il sogno...dove il finale consente una vasta gamma di interpretazioni. L'avete letto? Vi è piaciuto?
_PAPAIA_
Un romanzo di formazione dove ad uscirne diverso è il lettore. Con Murakami farei un viaggio in Giappone ma leggendo "Kafka sulla spiaggia" ho la netta sensazione di aver preso parte ad un sogno, aperto diverse dimensioni ed ascoltato da un vinile la melodia della Signora Saeko. Un racconto difficile da spiegare come gli incontri oltre la foresta, d'altronde l'importante è solo ricordare perchè: "Se tu ti ricordassi di me, non mi importerebbe nulla neanche se tutti gli altri dovessero dimenticarmi".
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