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I miei stupidi intenti (36)

Bernardo Zannoni

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Editore: Sellerio

Anno: 2021

Lingua: Italiano

Rilegatura: Brossura

Pagine: 252 Pagine

Isbn 10: 8838942307

Isbn 13: 9788838942303

La storia di Archy la faina che scopre il mondo nella sua bellezza e nella sua crudeltà. Come fosse un personaggio strappato a Camus, accompagnato dalle immagini di Lorenzo Mattotti. L'edizione speciale di I miei stupidi intenti, Premio Campiello 2022, illustrata in 66 tavole da Lorenzo Mattotti, uno dei più noti e amati disegnatori internazionali. Chi non ha mai provato a immaginare i boschi, le colline erbose, la campagna soggiogata dall'uomo, le tane e gli anfratti in cui si aggira alla scoperta del mondo, della dimensione del tempo e dell'arte di arrangiarsi, la faina Archy? Un «personaggio» straordinario che sembra uscito dal mondo di Camus, qui accompagnato dalle immagini di Lorenzo Mattotti che segue felicemente il filo narrativo della lunga vita di Archy e completa il sapore della lettura con la forza incantata dei suoi disegni in grado di portare il lettore dentro il fantastico mondo degli animali protagonisti di questa storia. Archy nasce una notte d'inverno, assieme ai suoi fratelli: la loro madre è una faina a cui hanno ucciso il compagno, e che si ritrova a doverli crescere da sola. Gli animali in questo libro sanno parlare, usano i piatti per il cibo, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, duro e spietato, come d'altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall'istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la sua debolezza, che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Queste nuove circostanze schiuderanno tra le zampe della faina, fra terrore e meraviglia, misteri inconfessabili, mentre gli amori rubati, la crudeltà del mondo, il tempo presente e quello passato si manifesteranno agli occhi di Archy con incredibile forza.

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Recensioni

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ppppola

Narra della lunga vita di una faina, raccontata di suo pugno. Fra gli alberi dei boschi, le colline erbose, le tane sotterranee e la campagna soggiogata dall’uomo, si svela la storia di un animale diverso da tutti. Archy nasce una notte d’inverno, assieme ai suoi fratelli: alla madre hanno ucciso il compagno, e si ritrova a doverli crescere da sola.
Gli animali in questo libro parlano, usano i piatti per il cibo, stoviglie, tavoli, letti, accendono fuochi, ma il loro mondo rimane una lotta per la sopravvivenza, dura e spietata, come d’altronde è la natura. Sono mossi dalle necessità e dall’istinto, il più forte domina e chi perde deve arrangiarsi. È proprio intuendo la debolezza del figlio che la madre baratta Archy per una gallina e mezzo. Il suo nuovo padrone si chiama Solomon, ed è una vecchia volpe piena di segreti, che vive in cima a una collina. Questi cambiamenti sconvolgeranno la vita di Archy: gli amori rubati, la crudeltà quotidiana del vivere, il tempo presente e quello passato si manifesteranno ai suoi occhi con incredibile forza. Fra terrore e meraviglia, con il passare implacabile delle stagioni e il pungolo di nuovi desideri, si schiuderanno fra le sue zampe misteri e segreti. Archy sarà sempre meno animale, un miracolo silenzioso fra le foreste, un’anomalia. A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne.
Lettura piacevole e scorrevole, storia commovente e attuale

Utente eliminato

Libro a svoltato in audiolibro, ma solo all' inizio poiché non fa per me, di seguito ho deciso di rimettere il cartaceo in circolo, ancora nuovo, solo con annotazione a matita della data di inizio. Di piacevole ascolto e scorrevole, ma decisamente non il mio genere

Lollo98 ( spedizioni il 08/11 )

Questa recensione è abbastanza complessa.

Partendo dalla scrittura, si può dire che sicuramente l'autore è riuscito a muoversi bene all'interno della narrazione. Le parole scorrono e il libro si legge in fretta.

Per quanto riguarda invece il contenuto della narrazione, non posso dire di esserne stata particolarmente soddisfatta. Avevo molte aspettative essendo questo un libro vincitore del Premio Campiello. I personaggi sono animali e ti confondono un po' alternando atteggiamenti bestiali a noi incomprensibili ad atteggiamenti molto umani. L'autore prende sicuramente spunto da Esopo: cerca di far passare dagli animali al lettore una morale che a me però non è arrivata. Dio o l'idea di Dio è troppo presente, ridondante e a mio parere inconcludente così come la Morte. L'ho trovato un volume disturbante. 

Nicole

Curiosa di leggere un libro premiato e che ha ricevuto recensioni molto discordanti, scopro che, nonostante l'idea della storia di una faina non mi convincesse, mi cattura quasi subito. Con un calo di interesse verso la metà del libro, mi coinvolge nuovamente in poco tempo, fino alle ultime pagine. Non uno dei miei libri preferiti, ma riesce a darmi ciò che cerco nella lettura: un luogo in cui perdermi, scordandomi del resto, e una visione nuova (diversa dalla mia, non in senso assoluto). Una cosa che invece non amo affatto è trovare nei libri l'accanimento nell'esplorazione di violenza, odio, cattiveria e tutto ciò che appesantisce un animo. I "trigger warning" legati a questo libro erano proprio associati alla brutalità animale che avrei trovato tra le pagine. Nonostante la mia sensibilità, ho trovato ogni parte più violenta trattata con l'approccio emotivo di un animale, di conseguenza non c'era accanimento o interesse a sconvolgere, ma solo la volontà di riportar i fatti in modo onesto; questo non mi ha reso faticosa la lettura di queste sezioni del libro.

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