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Donne, madonne, mercanti e cavalieri: Sei storie medievali (3)

Alessandro Barbero

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Racconti Storia

Editore: Laterza

Anno: 2015

Lingua: Italiano

Rilegatura: Brossura

Pagine: 129 Pagine

Isbn 10: 8858119282

Isbn 13: 9788858119280

Chi erano, come pensavano, come vedevano il mondo uomini e donne del Medioevo?
Sei destini unici che descrivono un’epoca, visti da vicino vicino, come mai li abbiamo conosciuti.

Fra’ Salimbene da Parma, il francescano che ha conosciuto papi e imperatori, vescovi e predicatori, e su ognuno ha da raccontare aneddoti, maldicenze e pettegolezzi; Dino Compagni, il mercante di Firenze che ha vissuto in prima persona i sussulti politici d’un comune lacerato dai conflitti al tempo di Dante; Jean de Joinville, il nobile cavaliere che ha accompagnato Luigi il Santo alla crociata, testimone imperturbabile di sacrifici, eroismi e vigliaccherie; Caterina da Siena, che parlava con Dio e le cui lettere infuocate facevano tremare papi e cardinali; Christine de Pizan (si chiamava in realtà Cristina da Pizzano), la prima donna che ha concepito se stessa come scrittrice di professione, si è guadagnata da vivere ed è diventata famosa scrivendo libri; Giovanna d’Arco, che comandò un esercito vestita da uomo e pagò con la vita quella sfida alle regole del suo tempo.
È possibile incontrare uomini e donne del Medioevo, sentirli parlare a lungo e imparare a conoscerli? È possibile se hanno lasciato testimonianze scritte, in cui hanno messo molto di se stessi. È il caso di cinque su sei dei nostri personaggi; della sesta, Giovanna d’Arco, che era analfabeta o quasi, possediamo lo stesso le parole, grazie al processo di cui fu vittima e protagonista.

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Stefi

Questa raccolta di capitoli dedicati a sei persone vissute nel Medioevo è interessante, coinvolgente e ipnotica, proprio come la penna del professor Barbero. Parlando di questa epoca così bistrattata e manipolata, Barbero non solo distrugge tanto luoghi comuni ma ci fornisce tanti punti in comune col mondo di oggi e guizzo di grande modernità, come nel bellissimo racconto incentrato sulla figura di Cristina da Pizzano. Ritengo sia scandaloso che quest'ultima non sia nemmeno nominata per sbaglio nelle nostre scuole.

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