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Spiritualità Società Violenza Riguardante l’adolescenza
Editore: Rizzoli
Anno: 2026
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 252 Pagine
Isbn 13: 9788817198448
"Tore my shirt to stop you bleedin'... Na na na". La canzone di Billie Eilish martella nella testa di Giulia, a battiti ritmici. È una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. Giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. Non riesce proprio perché a Monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. Giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, Filippo Costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. Rispetto ai genitori "disastrosi" di Giulia, i Costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. Un'ottima famiglia. Quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". Ma attraverso il racconto e lo sguardo di Giulia, Stefania Andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. E molto più spaventosa. Perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. L'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.
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Recensioni
Stefi
Stimo tanto la dottoressa Stefania Andreoli, per come svolge il suo lavoro, per come parla e per la sua onestà intellettuale. Conoscendola e ascoltandola sempre in radio, quando ho iniziato a leggere questo suo primo romanzo ho immediatamente capito dove volesse arrivare, e che questo mondo di genitori immaturi, con un' impeccabile immagine di se stessi fosse un tema importante del libro. L'eloquio della Andreoli è sempre stato fantastico e infatti anche il libro è ben scritto, in più è strutturato in maniera tale da accrescere la curiosità di sapere cosa sia effettivamente accaduto a Filippo, un bambino di otto anni, figlio di due genitori perfetti almeno in apparenza. È un libro che si lascia leggere con piacere, probabilmente non da chi fa parte della suddetta categoria di genitori. Chissà...
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