Tempo di lettura:
5h 20m
Editore: Castelvecchi
Anno: 2026
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 160 Pagine
Isbn 13: 9791256146246
Nel 1977 Emilio Garroni pubblica il testo di tre lezioni in cui si confronta con l’“imperialismo semiotico” all’epoca dominante nelle scienze umane. Garroni contesta l’idea che i processi culturali siano interpretabili attraverso la loro riduzione a “codici”. Sullo sfondo di questa polemica c’è l’idea che il linguaggio non può riferirsi all’esperienza, pena l’impossibilità di garantire un’effettiva presa sulla realtà, senza presupporre una preliminare “condizione estetica” del suo riferimento. Nell’incontrare il mondo, noi sentiamo preliminarmente l’adeguatezza, o l’inadeguatezza, delle nostre forme di comprensione della realtà. Attraverso un’inedita lettura della “Critica della facoltà di giudizio” di Kant, Garroni delinea l’idea di un’arte intesa come un “quasi-linguaggio”, che in virtù della sua apertura ci consente di anticipare il compito di una conoscenza in senso proprio del mondo. Prefazione di Umberto Eco; Postfazione di Pietro Montani.
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