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Se un buco nero attraversasse il Sistema Solare… cosa accadrebbe all’umanità?
Alla scoperta del buco nero binario Taraxippos, la maggior parte degli esperti è convinta che il suo passaggio non avrà alcun impatto significativo sulla Terra, e così gli abitanti del pianeta continuano la propria vita come se nulla fosse.
Certo, c’è una possibilità su cinquecento che si verifichino maree anomale, perturbazioni climatiche o persino sconvolgimenti globali, ma gli scienziati che osano prospettare simili scenari vengono tacciati di inutile allarmismo.
Non la pensa così Matt Fleming, che saluta la propria scettica famiglia e si imbarca nell’Atlantico con un piccolo gruppo di amici sulla Mandjet, una piattaforma mobile per l’acquacoltura, del tutto autosufficiente in termini di cibo, energia e acqua potabile, e progettata appositamente per resistere ai più violenti sconvolgimenti oceanici.
Il passaggio del buco nero, purtroppo, conferma le previsioni peggiori. Nessuna collisione spettacolare, nessuna apocalisse istantanea, ma sul pianeta si innesca una inesorabile trasformazione.
Con il clima fuori controllo e le coste inghiottite dall’oceano, milioni di persone si rendono conto di colpo di non avere più un futuro. E il bizzarro esperimento del gruppo di amici di Fleming sarà destinato a diventare un faro di speranza per i sopravvissuti.
All’interno, per la rubrica Gli interventi, Il più grande scrittore di fantascienza mai sentito nominare, un approfondimento sull’autore Greg Egan firmato Fabio Feminò; appuntamento quindi con Gli imperdibili di Mario Gaffo e il meglio della fantascienza dell’anno 1979; e con Oscar Vault – il fantastico in libreria di Beppe Roncari, che con Stazione di passaggio ci racconta Way Station di Clifford D. Simak.
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