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Classici Metafisica Spiritualità Società
Editore: Neri Pozza
Anno: 2021
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 272 Pagine
Isbn 13: 9788854521407
«Io sono una persona malata... sono una persona cattiva»: in forma di monologo-confessione, questo dirompente romanzo (1864) dà voce a un "uomo superfluo", un alienato sociale paralizzato dalla consapevolezza della propria nullità. Che, mentre narra la storia della fallita redenzione di una prostituta, indaga il proprio inconscio, il "sottosuolo", tra l'ansia di verità e l'impossibilità di capire a fondo se stessi e gli altri. Postfazione di Vladimir Nabokov.
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Rosanna
Questo breve romanzo - in cui si trova condensata tutta la narrativa di Dostoevskij - ha per protagonista un uomo che da anni vive escluso da ogni forma di socializzazione. Si tratta di una scelta autonoma, di cui il nostro protagonista ci informa in una parte iniziale, strutturata in forma di monologo, dalla quale riusciamo a farci qualche idea sul tipo di personaggio che Dostoevskij va presentandoci. Siamo davanti ad un uomo che tenta in ogni modo di opporsi al modello del cittadino "illuminato" proposto dalla società russa del suo tempo, un uomo per sua stessa ammissione cattivo, che nell'impossibilità di ritagliarsi uno spazio in quella rigida struttura sociale che tanto manifestamente disprezza - ma di cui vorrebbe essere parte - ambisce a sottomettere le persone più deboli. è questo un caso di autofondazione del sé, tanto caro a Dostoevskij, con cui i suoi protagonisti si pongono al vertice di una società immaginaria, corrispondente ad un loro ideale, e con cui si sostituiscono progressivamente alla figura di Dio.
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