Tempo di lettura:
4h 16m
Editore: Einaudi
Anno: 2026
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 128 Pagine
Isbn 13: 9788806271749
«Il contenuto della “Lettera” è ciò che Kafka esamina per noi in lungo e in largo per tutta la sua opera: le innumerevoli forme di abuso che il potere offre a chi ce l'ha» (Paolo Giordano). Scritta nel 1919 e mai consegnata al destinatario, “Lettera al padre” ripercorre la storia di un rapporto assolutamente squilibrato tra un padre troppo forte e un figlio troppo debole. Una lotta impari. Da una parte c'è una figura che incarna l'autorità assoluta, distante e brutale, dall'altra un figlio pieno di paure, che desidera con tutto se stesso l'affetto del padre, ma che non ha il coraggio di conquistarselo. Cosí, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka confessa la sua natura di figlio incompreso, insicuro e inadeguato, schiacciato dalla personalità di un uomo che ha l'aspetto enigmatico del tiranno. Uno spietato atto d'accusa, e insieme l'accorato appello di chi non può rinunciare alla speranza di una riconciliazione. Con un saggio di Klaus Wagenbach.
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Recensioni
Stefi
Mi è venuta voglia di leggere la lettera che Franz Kafka scrive al padre per conoscere meglio questo autore che per me rappresenta sicuramente un mistero. Ho letto "La metamorfosi" e se non fosse stato per lo studio scolastico del testo, la sua scrittura non mi avrebbe trasmesso nulla del suo pensiero. In questa lettera invece c'è tanto di Franz e tanto di suo padre, la commovente voglia di parlare col genitore a cuore aperto, la presenza paterna così ingombrante sia fisicamente sia moralmente e si nota quanto questo sia stato pesante per lo scrittore e per il suo animo altamente sensibile. Kafka parla spesso di un influsso quasi venefico che suo padre esercita non solo su di lui ma anche sugli altri componenti della famiglia, mi sono molto immedesimata capendo cosa vuol dire avere a che fare con un genitore egocentrico che ti fa sentire spesso non abbastanza. È stato bello crogiolarmi in questo dolore filiale che conosco e che per me sembra quasi casa.
Nella mia copia era presente anche una parte che riguarda i quaderni in ottavo e le considerazioni, è una sezione ricca di pensieri, alcuni molto interessanti altri davvero filosofici e in alcuni casi troppo cerebrali per i miei gusti.
"A che punto d'indifferenza possono arrivare certe persone, a che profonda certezza di aver perduto per sempre il giusto sentiero."
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