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5h 54m
«È tutt'altro che un'opera ascetica: è un romanzo pieno di sesso ai limiti del consenziente, di atti di alimentazione forzata e purificazione — in altri termini di violenza sessuale e disordini alimentari, mai chiamati per nome nell'universo di Han Kang ... Il racconto di Han Kang non è un monito per l'onnivoro, e quello di Yeong-hye verso il vegetarianesimo non è un viaggio felice. Astenersi dal mangiare esseri viventi non conduce all'illuminazione. Via via che Yeong-hye si spegne, l'autrice, come una vera divinità, ci lascia a interrogarci su cosa sia meglio, che la protagonista viva o muoia. E da questa domanda ne nasce un'altra, la domanda ultima che non vogliamo davvero affrontare: "Perché, è così terribile morire?"». (The New York Times)
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Recensioni
cutekica
Sapevo di avere davanti un libro importante, ma non sapevo che storia ci avrei trovato dentro. É stato un viaggio nella follia di una donna che nessuno capiva, neanche noi lettori, é stato crudele e straziante Il marito della protagonista l’ho odiato, la sua parte di storia è stata la “peggiore”, un uomo senza coraggio e senza empatia, che con questa storia ha trovato il pretesto giusto per andarsene La parte del cognato non l’ho compresa a pieno, un uomo anche questo inutile, l’unica cosa che sono riuscita a pensare é che fosse pazzo pure lui a modo suo La sorella In-hye mi ha spezzato il cuore. É stato l’unico barlume di luce di tutto questa storia, tutto intorno a lei é e stava crollando, ma lei è rimasta in piedi, a fatica, ma è rimasta. La cosa che rende questo libro, a parer mio magistrale, è proprio che la follia di questa donna è la protagonista, eppure il suo é l’unico punto di vista che non abbiamo. La sua follia ci viene raccontata da chi le sta intorno, ma non sappiamo cosa Yeong-hye pensasse, provasse o volesse davvero; questa è la cosa più difficile e più reale Nella vita di una persona sai solo quello che vedi e quello che l’altra ti racconta, ma cosa c’è davvero nella mente e perché fa quello che fa non lo conosciamo É stato un viaggio pazzesco
Aivlis76
È un romanzo intenso e crudo, che esplora temi profondi come l'alienazione e il controllo sul corpo, attraverso la storia di Yeong-hye, una donna che sceglie di smettere di mangiare carne e si allontana progressivamente dalla realtà.
Nonostante la scrittura poetica e la critica alla società coreana siano elementi interessanti, ho trovato il libro troppo disturbante. La mancanza di spiegazioni sulle motivazioni della protagonista e le scene molto crude rendono la lettura pesante e difficile da apprezzare fino in fondo. Per me, l'impatto emotivo ha superato il piacere della lettura.
dudulovesthriller
Si tratta di un libro con avvenimenti disturbanti, che riesce a farti sentire parte della situazione, come se ci fossi davvero dentro.
sivy
Un libro che parla di una malattia mentale. Scritto molto bene. Prima vola per me con un'autrice Coreana, sono davvero soddisfatta.
dianagrnlp
Un romanzo che è un pugno nello stomaco, uno di quei pugni che toglie il fiato e ti lascia lì con quel sapore acido in bocca. "Il mio polso non ha niente,non mi dà nessun fastidio. Quello che mi fa male é il plesso solare.Non so cosa può essere. Adesso è perennemente conficcato lì. Lo sento sempre,anche se ho smesso di portare il reggiseno. E per quanto faccia respiri profondi, non vuole andarsene. Un grumo formato da urla e gemiti aggrovigliati,intrecciati fra loro uno strato sull'altro. È per la carne. Ho mangiato troppa carne. Le vite degli animali che ho divorato si sono piantate lì."
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