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Editore: Passigli
Anno: 2026
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 192 Pagine
Isbn 13: 9788836825240
La democrazia italiana non è in buona salute: lo dimostrano il crescente astensionismo, la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, la difficoltà del Parlamento di essere percepito come sede effettiva della rappresentanza popolare. Ma la risposta a questa crisi non può consistere in una legge elettorale che – come quella proposta dall’attuale maggioranza – altera artificialmente il rapporto tra voti e seggi, esclude ogni potere degli elettori nella scelta degli eletti, trasforma le elezioni in una investitura del vertice dell’esecutivo, stravolgendo la forma di governo parlamentare prevista dalla Costituzione. Anche se un pochino ridimensionato, il premio di maggioranza da essa previsto sovrarappresenta fortemente il vincitore, mette a rischio le garanzie poste a tutela dei diritti e delle libertà di tutti, costringe a formare coalizioni ampie ma disomogenee, buone per vincere ma non per ben governare. Con le liste bloccate e l’eliminazione dei collegi uninominali, la scelta degli eletti è totalmente delegata alle segreterie dei partiti. L’indicazione preventiva del candidato premier, collegata al premio, introduce un premierato di fatto senza revisione costituzionale. Questo libro, prodotto del lavoro collegiale di molti tra i più autorevoli costituzionalisti e politologi italiani, non si limita però alla critica della riforma proposta dalla maggioranza. Prospetta le possibili alternative: un sistema proporzionale selettivo, capace di ridurre la frammentazione senza falsificare la rappresentanza; meccanismi di votazione che restituiscono ai cittadini il potere di scegliere gli eletti; un procedimento elettorale modernizzato, in grado di rimuovere gli ostacoli pratici alla partecipazione al voto, che sono la causa dell’astensionismo involontario. Non si tratta di rinunciare alla stabilità dei governi, ma di ricondurla entro la cornice costituzionale. La stabilità non si costruisce indebolendo la rappresentatività del Parlamento, ma rafforzando il legame tra voto, rappresentanza e decisione politica. Solo così una riforma elettorale può contribuire non ad aggirare la crisi della democrazia rappresentativa, ma ad affrontarla.
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La riforma elettorale. La proposta della maggioranza e le possibili alternative
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