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Editore: Il Mulino
Anno: 2013
Lingua: Italiano
Rilegatura: Brossura
Pagine: 184 Pagine
Isbn 10: 8815247149
Isbn 13: 9788815247148
L’accusa di mangiare i bambini è stata – ed è ancora, non avendo mai veramente abbandonato il linguaggio della comunicazione politica – l’invenzione in assoluto più fortunata della propaganda anticomunista. Una leggenda fiorita sulla verità degli episodi di cannibalismo registrati in Unione Sovietica durante le terribili carestie degli anni Venti e Trenta. Il libro racconta come questo slogan abbia in realtà le sue radici nella battaglia che nel Novecento la politica ha iniziato a condurre in merito all’infanzia e al suo controllo: fra Chiesa e Stato laico ancora a fine Ottocento, fra organizzazioni cattoliche e comuniste nel secondo dopoguerra. Una battaglia fatta di notizie false, come quella della deportazione di migliaia di bambini siciliani in Urss durante la guerra, di manifesti truculenti, di evocazioni che fanno appello a timori ancestrali e finiscono per costruire l’efficace spauracchio dell’«orco» comunista.
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