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Artia di Camelot (2)

Cecilia Randall

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Editore: Giunti Editore

Anno: 2022

Lingua: Italiano

Rilegatura: Rilegato

Pagine: 528 Pagine

Isbn 13: 9788809963702

Per Artia, sedici anni, il futuro sembra già scritto: un matrimonio che altri hanno deciso per lei, come si conviene a una ragazza di buona famiglia. Solo che lei non ci sta: rivendica il diritto di scegliere la propria strada, opponendosi alle convenzioni e alle forze contrapposte che conoscono il segreto della sua nascita e che vorrebbero usarla nel grande gioco di potere che ruota attorno al trono. Nella lotta tra chi la vorrebbe eliminare e chi invece vorrebbe spingerla verso una misteriosa spada infilata in una roccia, Artia dovrà decidere chi è davvero. La sua risposta può cambiare il futuro della Britannia. Una storia coinvolgente con protagonisti a cui è impossibile non affezionarsi.

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Recensioni

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Spacedone

Di questo libro mi è praticamente piaciuta soltanto la copertina, graficamente stupenda, malgrado le ottime premesse della trama. La vicenda, come suggerisce il titolo, è una sorta retelling / prequel al femminile della leggenda di Re Artù e, a partire dalla seconda parte del romanzo, è ambientata a Camelot. La magia è presente, ma rimane sullo sfondo di una società cattolica e medievaleggiante. Attenzione: medievaleggiante e non medievale. In questo libro di medievale ci sono solo i soliti clichè, perlopiù storicamente non accurati, conditi da fastidiosi anacronismi e ragionamenti femministi portati all’estremo. La narrazione è al presente e in prima persona, scelta che cozza con l’ambientazione proposta. Inoltre, la focalizzazione è solo quella della protagonista, una giovane  dalla mentalità insopportabilmente moderna (fa discorsi femministi sui diritti delle donne, sulla parità di genere e sulla differenza fra sesso e genere con parole prese direttamente in prestito dagli anni 2000…) e fastidiosamente contraddittoria (afferma più volte di voler essere un cavaliere e di difendere i più deboli a qualsiasi costo, ma allo stesso tempo non è disposta ad uccidere nemmeno un nemico in battaglia!...). E’ un romanzo Young Adult, adatto ad un pubblico giovane, ragion per cui sono e mi sento assolutamente fuori target. Forse è anche per questo non sono riuscita a immedesimarmi nella sedicenne protagonista. E’ il primo libro che leggo dell’autrice e, piacendo a Dio, (tanto per usare una vera espressione medievale), è autoconclusivo. Ho trovato il libro molto lungo, lento e noioso. In una sola parola: piatto. Durante la lettura, ho avuto spesso la sensazione che il libro non decollasse e sono rimasta in attesa di un momento epico che però non è mai arrivato, fatta eccezione forse per le ultime 50 pagine in cui però le parole e gli spiegoni forzatamente moderni e retorici, eclissano le già poche scene d’azione e di battaglia. Inesistenti i colpi di scena e la risoluzione finale smbra scritta in modo grossolano e sbrigativo. Ci ho messo mesi a finire questo romanzo perchè ho interrotto la lettura più di una volta, in favore di altri titoli decisamente più interessanti e accattivanti. Amando il ciclo arturiano e le storie che gravitano attorno ad esso, sia pure le riscritture YA e gender bender come questa, avevo grandi aspettative. Invece sono rimasta un sacco delusa. 

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